Dieci film d’autore ambientati nel Delta del Po

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In una stagione con le temperature così rigide è difficile girovagare tra valli e lagune. Così ho deciso di farvi scoprire il Delta del Po comodamente da casa, dal vostro divano, con tanto di coperta calda sulle gambe. Perché il Delta del Po è stato più volte scelto dai registi italiani per ambientare i propri film, spesso diventati capolavori cinematografici. In questo articolo, quindi, vi indicherò che film guardare per scoprire le atmosfere tipiche del Delta del Po, con l’aiuto di grandi registi del passato e del presente.

Ecco i dieci film d’autore che, nell’arco di mezzo secolo, hanno raccontato questo paesaggio con passione e profonda sintonia, cogliendone lo spirito e la bellezza.

1 – Ossessione, 1943. Regia di Luchino Visconti. Il lungometraggio non è solo il primo girato in Polesine, ma inaugura anche il neorealismo cinematografico italiano. Visconti conferisce al paesaggio la drammaticità che impregna una vicenda torbida e sensualmente esasperata, desunta in modo autonomo da un romanzo di James Cain (Il postino suona sempre due volte). Il film racconta la passione fatale tra un vagabondo in cerca di lavoro e la moglie del proprietario di un’osteria, che verrà assassinato dai due fingendo un incidente automobilistico. Il film è stato girato tra Ferrara e Polesella, soffermandosi sugli argini del Po e nella trattoria Ex Dogana.

2 – Paisà, 1946. Regia di Roberto Rossellini. L’avanzata nell’inverno del 1944 delle truppe alleate dalla Sicilia all’Italia del nord raccontata in sei episodi. L’ultimo episodio è ambientato proprio nel Delta, tra i canneti della Sacca degli Scardovari e Porto Tolle, dove partigiani e alleati combattono ormai all’ultimo sangue coinvolgendo il paesaggio e gli stessi abitanti. “Dell’ultima parte di Paisà – ha spiegato Rossellini – avevo in testa quei cadaveri che passavano sull’acqua, lentamente, navigando sul Po, col cartello che recava la scritta Partigiano. Il fiume ha portato per mesi quei cadaveri”.

3 – La donna del fiume, 1954. Regia di Mario Soldati. Il film avrebbe dovuto lanciare Sophia Loren, protagonista tra le valli di Comacchio e la zona di Pila: lingue di mare e di fiume, canali e canne, chiuse e casoni, ma anche le scene della marinatura delle anguille. E’ il primo film a colori a ritrarre il Delta del Po.

4 – Il grido, 1947. Regia di Michelangelo Antonioni. Il regista aveva ambientato il suo film tra Goro e Ariano, ma presto le telecamere vennero spostate altrove perché un’alluvione durante la lavorazione del film costrinse a provvedere diversamente. Il film parla di un viaggio, nella nebbia, sia geograficamente sia nell’anima del protagonista.

5 – Scano Boa, violenza sul fiume, 1960. Regia di Renato Dall’Ara. Un luogo e un romanzo di Gian Antonio Cibotto che è diventato film, bellissimo e dimenticato. Il film nasce da un documentario girato dallo stesso Dall’Ara: il filo segreto che unisce le immagini è lo storione, pesce antichissimo e misterioso, che per il pescatore interpretato da Alain Cuny e sua figlia (Carla Gravina) è il destino

6 – La visita, 1963. Regia di Antonio Petrangeli. Un’inserzione matrimoniale, un breve scambio epistolare e il conseguente incontro in un paesino della Bassa, per unire due solitudini e dare un nuovo senso a due vite irrisolte. Il film è girato in tutto il Polesine, seguendo gli argini del Po, partendo da Castelmassa fino a Polesella. Il racconto di Carlo Cassola, che ha ispirato il film, si traduce in una commedia di provincia, tra argini e balere.

7 – L’Agnese va a morire, 1976. Regia di Giuliano Montaldo. Il paesaggio è quello delle valli di Comacchio, di Porto Tolle e degli argini del Grande Fiume. Una lavandaia analfabeta aderisce alle lotte partigiane contro i fascisti, offrendo un contributo di coraggio e dignità in un paesaggio che fa da padrone.

8 – La vela incantata, 1982. Regia di Gianfranco Mingozzi. Girato tra Canaro e Loreo, tra case, golene, pioppi e nebbie estive. Due ragazzi girano per le piazze di paese con un camioncino che sarebbe un cinema ambulante, ma anche un modo di leggere la realtà e la storia, la gente nel cuore. E’ un film sul cinema e sulla scoperta delle sue potenzialità

9 – Notte Italiana, 1987. Regia di Carlo Mazzacurati. E’ il film d’esordio del regista padovano e dell’attore Marco Messeri, protagonista, e di Nanni Moretti come produttore. Il film, pluripremiato dalla critica, è ambientato nel Delta del Po: sovente appare Ca’ Vendramin, oggi museo della bonifica e Ca’ Venier. Racconta delle estrazioni selvagge di metano, attraverso il paesaggio e l’amore dei suoi abitanti.

10 – La giusta distanza, 2007. Regia di Carlo Mazzacurati. Il film si svolge tra Crespino e Porto Tolle e racconta le vicissitudini degli abitanti di un paesino alle foci del Po, e il rapporto controverso tra il paese e un tunisino integrato in quella realtà, in cui viene assassinata la maestra elementare.

Oltre a quelli sopra elencati, ci sono molti altri film ambientati nel Delta del Po che potranno scaldare il vostro inverno: Tinto Brass nel 1971 girò alcune scene di La vacanza a Porto Viro; Alberto Bevilacqua ambientò gli esterni de La donna delle meraviglie sugli argini tra Adria e Porto Viro; Pupi Avati girò alcune scene de La casa delle finestre che ridono a Ca’ Venier e nelle valli da pesca e Il testimone dello sposo, con Diego Abatantuono, nella Valle Moceniga, a Rosolina. Ultimo in ordine cronologico, il film Prima Linea, che parla dell’attentato al carcere di Rovigo del 1982, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno. Gli attentatori, infatti, scapparono attraversando il Delta del Po per poi nascondersi a Chioggia.

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