ITINERARI

Una passeggiata adatta a tutti per scoprire le valli del Delta

Rovigo: Valle e Casone Venier a Rosolina

245_Ente Parco Delta del Po_ro_Casone di valle 128336-800x600-500x375

Una caratteristica del panorama del Delta del Po sono di sicuro le valli: specchi d’acqua limitati da argini dove si alleva il pesce. Lo scambio idrico avviene attraverso un sistema di chiaviche con la laguna e il mare, che consente di regolare temperatura e salinità. Al centro di ogni valle si trova un casone, la residenza padronale, attorniato da vari edifici di servizio.

Per conoscere il mondo delle valli da pesca bisogna percorrere, a piedi o in bicicletta, la stretta via dell’argine che taglia in due il territorio di Rosolina. Si parte da Portesine, dove si lascia la strada dell’argine e per circa 12 chilometri si viaggia tra la laguna di Caleri a est e le valli di pesca a ovest, ciascuna con il suo casone, unico segno di presenza umana in uno scenario dove terra e acqua hanno confini alquanto labili.

Tantissime le specie animali che si possono vedere e che vi accompagneranno lungo il percorso: gabbiani, aironi, falchi di palude, cavalieri d’Italia e altri piccoli trampolieri che pasturano in un velo d’acqua. Passeggiate e immergetevi nel panorama.

Le valli sono di proprietà privata, ma le guide naturalistiche del Parco del Delta del Po organizzano visite che consentono di apprezzare una forma di allevamento del pesce assolutamente unica, sia per principio, sfruttando il naturale istinto alla migrazione riproduttiva tra mare e laguna di certe specie ittiche (anguille, cefali, orate e branzini), sia per tecnica di regolazione delle acque, tramite ingegnosi dispositivi denominati lavorieri.

Ad un certo punto una stradina si stacca verso ovest e si riconosce la chiesetta di Moceniga, settecentesca, scelta come location per il film “Il testimone dello sposo” di Pupi Avati.

Da segnalare anche il casone di Valle Veniera, la cui fama è legata al fatto di essere stato per un breve periodo dimora di Giordano Bruno, ospite di Giovanni Mocenigo che poi nel 1592 lo denunciò all’Inquisizione causandone l’arresto. È stato inoltre location dei videoclip di Zucchero Fornaciari “Voci” e “Ci si arrende” tratti dall’ultimo album “Black Cat”.

La strada delle Valli sbocca infine sull’argine del Po di Levante, che in breve giunge alla foce: qui si può prendere un traghetto per passare dalla sponda opposta, dove c’è l’approdo turistico di Porto Levante. Dall’altra parte la strada che conduce all’isola di Albarella.

Cosa fare nei weekend di inverno? Una passeggiata al Giardino Botanico di Porto Caleri

img_20161211_184156

Come gustarsi il mare d’inverno? Certo, una passeggiata sul bagnasciuga è bella in qualsiasi stagione. Ma a Porto Caleri, precisamente all’interno del Giardino Botanico, in alcune giornate si può fare molto di più. Si può scoprire la natura marittima invernale, ad esempio.

Con una breve escursione (circa tre chilometri e mezzo di percorso, quindi un’oretta e mezza con tutte le tappe annesse) si può passeggiare in tre diversi ambienti, che possiedono vegetazione e fauna molto diverse tra loro. Che, soprattutto con la pace dell’inverno, regalano sensazioni mozzafiato e panorami indimenticabili. Il tutto a due passi da Rosolina Mare. Ho deciso di fare un’escursione al Giardino Botanico di Porto Caleri per potervela raccontare, accompagnata da una guida forestale, per scoprire tutte le sue sorprese, i suoi colori, i suoi profumi.

Premessa: non è sempre possibile visitare Giardino Botanico d’inverno. Se da aprile a metà ottobre è sempre aperto, nella stagione invernale è aperto su prenotazione o bisogna cogliere le occasioni di apertura. In questo caso ho approfittato dell’iniziativa Boschi di Natale, organizzata dalla Regione Veneto e dalle Pro Loco e Unpli regionali, in cui vari boschi del Veneto hanno aperto i battenti ai visitatori, mettendo a disposizione delle guide specializzate. Se cercate sul sito www.parcodeltapo.org potrete trovare tutte le date di apertura straordinarie del Giardino Botanico Ne saranno previste altre, soprattutto verso primavera. Si segnala la giornata delle fioriture, appuntamento classico generalmente la seconda domenica di maggio.

Il punto di incontro era la biglietteria del Giardino Botanico, dove i tanti volontari della Pro Loco hanno acceso un camino per prepararci anche uno spuntino, sempre tutto polesano: salame cotto, polenta, crêpes al radicchio e fagioli. Un gusto rustico e saporito, ottimo in una fredda giornata invernale. Abbiamo poi iniziato la nostra escursione partendo dalla pineta, accompagnati da una guida: sembrava di essere in montagna, circondati da pini, ginepri e sentieri ricoperti di terra, ma in realtà eravamo a due passi dal mare, su di una duna di sabbia. La pineta è stata piantata dagli anni 30 agli anni 50 per proteggere Rosolina dal vento del mare. Le piante e la vegetazione hanno poi attecchito in modo spontaneo, riproducendosi senza innesti vivaistici, quindi presentano un aspetto disordinato e assai caratteristico: se non ci fosse stata la passerella di legno a guidarci, ci saremmo sicuramente persi. E’ un labirinto di piante sempreverdi, aghi di pino, bacche colorate, muschi e licheni: un piacere per l’olfatto, che riesce a riconoscere la salsedine quanto l’odore di bosco nello stesso respiro.

Si passa poi all’area lagunare: la famosa barena, dove spesso la terra finisce ricoperta dal mare per l’alta marea. Qui le piante sono molto diverse: devono resistere al sale. Gli alberi quindi scompaiono, e fioriscono esemplari particolari di piante perenni resistenti alla forte salinità del terreno. Alcuni apicoltori hanno istallato delle arnie per produrre il famoso miele di barena: meno dolce, che fa percepire sfumature di salsedine portate proprio dal vento e da questi fiori resistenti al sale. Si cammina su un pontile di legno per evitare di sporcarsi con il fango e si osserva la meraviglia della laguna di Caleri, a pochi passi dall’isola di Albarella, con i suoi allevamenti di vongole e le poche barche di pescatori tra la nebbia.

Infine, si arriva al mare. Il mare d’inverno è molto diverso da quello estivo. Sulla spiaggia ci sono detriti portati dalle mareggiate, non è regolare e pieno, ma forma dune e anse. La vegetazione piano piano scompare: da tamerici le piante diventano cespugli sparuti e poi solo sabbia. Resistono solo pochi licheni, alghe che si fondono con funghi per sopravvivere in territori estremi come quello della Siberia e del Delta del Po. Il paesaggio si trasforma in lunare, circondati di dune bianche e pochi steli protesi verso l’alto: sono i cespi di sparto pungente (Ammophila littoralis) che, costituendo una barriera al vento, determinano l’accumulo della sabbia contribuendo allo sviluppo delle stesse dune.

L’habitat è l’ideale per molti uccelli, tanto che molti appassionati di birdwatching arrivano nel Delta anche d’inverno. Ma non solo: si tratta di un’ambiente particolare perché riesce a coniugare le caratteristiche di bosco a quelle di laguna e di spiaggia e perchè testimone dell’evoluzione della vegetazione della costa del Delta: ogni pianta, anche quelle commestibili, hanno sapori particolari e caratteristici, irripetibili. Chiedete a qualche contadino della zona, ad esempio, dell’erba stella: si tratta di una pianta commestibile che se si pianta in giardino o si compra al supermercato non ha minimamente lo stesso sapore di quella cresciuta in maniera selvaggia nel Delta.

Siamo davvero fortunati a poter contare su un territorio così pieno di particolarità e non ancora sopraffatto dall’uomo.

Un consiglio: il Giardino Botanico di Porto Caleri va visto a ogni stagione, in quanto la sua fisionomia e i suoi colori cambiano radicalmente.

img_20161211_184922 img_20161211_184156 img_20161211_183921 img_20161211_183513 img_20161211_182540 img_20161211_182150 img_20161211_181705 img_20161211_180951 img_20161211_180531 img_20161211_184430 img_20161211_175932

Sono Caterina Zanirato e vi porterò… a spasso per il Parco

delta_del_po_31

Non c’è nulla di meglio che essere turisti a casa propria. Guardare con occhi nuovi e curiosi la propria terra, scoprendone i lati nascosti e quelli più caratteristici. Partecipare a iniziative, vivere le tradizioni e raccontarle, dando consigli su come potersele godere al meglio, oltre che spunti di viaggio per chi non ha mai visto il Parco regionale del Delta del Po.

Con questo blog cercherò di fare proprio questo: raccontare a tutti le meraviglie della mia terra. E come fare per viverle appieno. Darò consigli su come vedere un certo panorama, fare una particolare escursione, godere di una certa atmosfera, partecipare a determinati eventi sportivi o percorrere itinerari magici. Il Delta del Po, infatti, è una terra meravigliosa ancora tutta da scoprire: spero di potervi essere utile e risvegliare in voi la curiosità di vistare questa terra, unica in Italia, circondata dalle acque di un fiume che diventa mare. Che è stata riconosciuta Riserva della Biosfera del programma MAB dall’Unesco.

La mia non sarà una raccolta di informazioni, ce ne sono già tante online, ma un vero e proprio racconto di viaggio, coinvolgente ed emozionante. A cui aggiungerò anche informazioni utili su come raggiungere un determinato posto o località, o su come partecipare ad una determinata iniziativa. Sarò una guida, viva e utile dal punto di vista pratico, da tenere sempre vicino. Da leggere per sognare o semplicemente per sorridere un po’ scoprendo qualcosa che non si sapeva.

Seguitemi qui e su Delta Radio, dove vi racconterò tutti i miei viaggi durante il programma “A spasso per il parco”.

A presto

Caterina Zanirato